Progetti

COSTA D’AVORIO

Il viaggio in Costa d’Avorio, effettuato dall’Associazione Onlus “I Girasoli” tramite Giorgio, Roberto, Catia e Pier Luigi dal 9 al 21 gennaio 2013, ha permesso di instaurare una conoscenza diretta della realtà, delle persone, delle abitudini e dei costumi di quella terra.

La conoscenza di numerose persone tra cui Don Basil (direttore del Grand Seminarie d’Anjama) e degli altri professori del seminario, del Vescovo della diocesi a Katiola, di Don Norbert (parroco di Ferkessedougou), di Don Daniele (parroco di Grand Bassan), delle suore di Ferkessedougou e dei dispensari di Togonierre e Bevogò, di Don Luca (con il quale abbiamo condiviso due intense settimane) e della sua famiglia (mamma, fratello, zii) ci ha permesso di stabilire un forte contatto umano e di creare un rapporto di fiducia reciproca indispensabile per impostare un progetto di aiuto nel rispetto delle tradizioni, degli usi e costumi ivoriani.

I progetti di aiuto potrebbero riguardare:

1)L’acqua: A Fronan, villaggio natale di Don Luca e nel quale vivono la mamma ed il fratello, nel centro della Costa d’Avorio e nei pressi della città di katiola, vi sono due pozzi non funzionanti per le circa 4.000 persone del villaggio.

Il primo pozzo è stato donato da dei giapponesi nel 2002 ed ha una pompa a pedale non funzionante. E’ necessario verificare se c’è l’acqua, qual è il problema della pompa e come gestire l’energia elettrica posseduta da un privato.

Il secondo pozzo, nei pressi della chiesa, possiede solo la perforazione (50 mt di profondità) ed un lungo tubo (diametro di 180 mm), i finanziamenti sono finiti. Potrebbe essere gestito dalla parrocchia che, a fronte di un piccolo obolo, fornirebbe l’energia elettrica necessaria, serve anche la vasca di raccolta per la distribuzione. Nel villaggio ne rimane uno funzionante a cielo aperto con evidenti rischi sanitari.

2)Le mucche: necessarie per migliorare la qualità della coltivazione dei campi, per aumentare la quantità del raccolto, per iniziare ad intraprendere un cammino di lavoro agricolo cooperativo. Meno manodopera significa meno necessità di coinvolgere i bambini nel lavoro agricolo e quindi più tempo per la loro scolarizzazione.

L’associazione ha provveduto a consegnare a Don Luca il denaro necessario per l’acquisto di due mucche.

3)I dispensari: Abbiamo visitato quelli di Togonierre e Bevogò. Nel primo le sorelle svolgono attività in prima persona, nel secondo affiancano l’ostetrica del villaggio e gli aiutanti locali. L’associazione ha provveduto a consegnare a questi dispensari farmaci e presidi secondo le indicazioni ricevute dalle suore stesse. Potrebbe essere indicata la donazione di un lettino ostetrico da utilizzare per i parti.

Il primo dispensario si trova a 15 km da Ferkessedougou ed è gestito dalle Suore Oblate dell’Assunzione. Sono state individuate due sorelle che risiedono nel villaggio e giornalmente svolgono attività sanitaria verso tutti coloro che necessitano di cure indipendentemente dalla religione e dal villaggio di appartenenza. Numerose le mamme, i neonati, i lattanti ed i bambini in età scolare. Vengono effettuate vaccinazioni di legge, i parti, medicazioni e vengono distribuiti farmaci dietro un piccolo corrispettivo in denaro. Sono presenti letti per ricoveri di breve durata per le diverse patologie. Spesso l’unica lingua parlata da chi varca la porta del dispensario è il dialetto locale per cui le suore devono avvalersi di un interprete. Il secondo dispensario si trova a 18 km dal villaggio di Cinematiali, sede di alcune suore Oblate. Da qui tre giorni la settimana due sorelle si recano al dispensario dove vengono effettuate vaccinazioni di legge, viene distribuito cibo (soprattutto farina di soia ed olio di palma secondo le disposizioni del Progetto Alimentare Mondiale) e soprattutto si svolge un numero rilevante di parti. Sono presenti letti per ricoveri di breve durata ed in numero comunque insufficiente rispetto alle richieste.

Per questi dispensari è necessario pensare un progetto di aiuto che non stravolga le abitudini ed i costumi locali ma permetta un miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria. Probabilmente necessario il confronto con altre associazioni che hanno già svolto questo percorso.

4)Ancora da valutare un progetto inerente la scolarizzazione e/o la costituzione di bibioteche.

CAMERUN

Invio di materiale sanitario (farmaci, presidi di medicazione e sutura, presidi per assistenza al parto)

Avviamento progetto di EDUCAZIONE SANITARIA riguardante il lavaggio delle mani, rivolta al personale dei dispensari e alle mamme, ad opera di medici e infermieri volontari